Il Menhir di Laces

La straordinaria storia del reperto

Il menhir trovato nella chiesa Santa Maria in Colle è uno dei reperti archeologici più importanti di Laces. Nel luglio 1991 l’allora ispettore per la Val Venosta dell’Ufficio Beni archeologici Dr. Hans Nothdurfter accompagnò i lavori di restauro della torre e della chiesa. L’altare particolarmente suscitò l‘interesse dell‘archeologo: Nell’età barocca l’altare gotico fu rivestito con legno su tutte le parti. La lastra d’altare di legno aveva un‘apertura di ca. 40 x 40 cm per un reliquiario in forma di una lastra di pietra quadrata. In quest’apertura si vedevano una cintura in forma di ghirlanda e un pugnale di un menhir la cui importanza fu subito riconosciuta. Quando si rimosse il rivestimento in legno dell’altare gotico, apparve tutto il menhir di marmo di Lasa. In presenza di numerosi scienziati e dei media la lastra fu sollevata dalla mensa dell'altare rivelando per la prima volta anche il lato posteriore. L’importante reperto dell’età del rame è stato scoperto quasi un anno dopo la scoperta dell’Uomo venuto dal ghiaccio. Nonostante il fatto che gran parte dei menhir non siano stati trovati sul loro sito originario e che alcuni menhir avessero una funzione nuova al momento del ritrovamento, l’uso come lastra d‘altare rimane singolare. L’originale luogo di ritrovamento di questo menhir non è noto ma si presume che sia stato nelle vicinanze della chiesa Santa Maria in Colle.

Qual era la sua forma originale?

Il menhir fu aggiustato per poter essere messo sulla predella. La sua parte superiore e quella inferiore furono tagliate e non a caso: la parte inferiore ancorata nel terreno in posizione eretta terminava quasi sempre in un cono. La parte superiore invece era ad arco o aveva una specie di testa. Per il suo nuovo uso ci volevano bordi più o meno esatti. Originariamente il menhir aveva una lunghezza di più di 2 m, mentre la lunghezza di oggi è di ca. 1 m.

A quale età risale il menhir di Laces?

Questo monumento unico risale al periodo tra il tardo 4° e inizio 3° millennio a.C. e quindi all’età del rame come si chiama l’ultimo periodo del periodo litico. È testimonianza di un culto coltivato per generazioni al cui centro probabilmente era una mitologia di antenati ed eroi. Rimane poco chiaro per quali occasioni nuovi oggetti furono inseriti nella raffigurazione. Presumibilmente rappresentano diverse generazioni. Il menhir è un indizio del fatto che il territorio di Laces era il centro religioso e politico di una fascia di popolazione. Si dice che negli anni 70 un altro menhir sia stato trovato a Laces e che sia stato portato all’estero ma non si sanno dettagli sul luogo di ritrovamento o sulla rappresentazione figurativa della pietra.

I menhir di Silandro

Alcuni anni fa diversi menhir sono stati trovati sul territorio del comune adiacente di Silandro. Oggi sono esposti a Silandro e possono essere visitati. Per ulteriori informazioni cliccare qui.

Che cos’è un menhir?

I menhir sono pietre di forma umana erette singolarmente. Queste statue stele sono tra le più importanti opere d’arte ancora preservate della nostra preistoria. Sono note da più di 100 anni, soprattutto nel Mediterraneo e nelle regioni adiacenti. Alla fine del periodo neolitico la scoperta del rame e del bronzo nonché l’espansione del commercio risultano in un rilancio sociale, economico e culturale delle società europee. Sembra svilupparsi una fascia elitaria della popolazione che porta armi, attrezzi di lavoro e gioielli di metallo come simboli del potere. Questi nuovi oggetti sono raffigurati sui menhir assieme ad altri simboli ed ornamenti: Armi ed elementi di gioielli sono rappresentati come spirali. A seconda dei simboli regionalmente diversi si distinguono vari gruppi. Il menhir di Laces nonché dodici altri menhir altoatesini e sette menhir trentini fanno parte del gruppo della Val d’Adige. Si caratterizzano per le loro strisce verticali che possono essere interpretate come la rappresentazione di un mantello a frange. Inoltre le stele maschili spesso hanno un pugnale con lama triangolare (tipo Remedello). Un altro gruppo è il gruppo lombardo della Valcamonica al fiume Oglio e della Valtellina. I menhir appaiono sempre in gruppi, il che potrebbe essere un’indicazione di una famiglia politicamente dominante. Le stele maschili chiaramente superano tutte le altre sia per dimensioni che per decorazione. I menhir dell’età del rame sono testimoni di un pensiero politico e territoriale ed implicano pratiche rituali consolidate e centri religiosi che hanno esistito per molto tempo. Solo in rari casi questi reperti archeologici danno informazioni sulla struttura di questi posti e sui rituali praticati. Normalmente i menhir erano eretti in forma cellulare in una posizione esposta nelle cui vicinanze ci sono testimonianze di pratiche come quelle di accendere un fuoco e fare offerte.

Eroi, dei o antenati?

Queste statue sono spesso viste come immagini di dei. Simboli del sole in combinazione con armi raffigurate possono essere interpretate come divinità maschili che nel corso dell’età del rame furono arricchiti di tratti femminili e le cui origini sono nelle dee madri del Neolitico. L'ipotesi contrasta invece assume un forte legame con il culto degli antenati e con l’eroizzazione o la deificazione di un morto eminente. È certo che i menhir rappresentano personalità di alto rango. Ciò si vede dalle armi e da una specie di abito rituale. Rimane invece aperto se singole famiglie sono in qualche modo rappresentate dinasticamente nei gruppi di stele.
Fonte: Hubert Steiner: Latsch in der Urgeschichte, Dorfbuch Latsch

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